dinamismo di un cane al guinzaglio

il suono, il corpo e l'immagine

Come in un sogno, abbiamo aperto lo spazio del teatro, oscurato i suoi angoli, fatto luce sull'invisibile, anzi sul non-visibile. Il palcoscenico è sogno. Spazio dove radunare un po' di cianfrusaglie del movimento: parole, suoni, immagini, oggetti, altro… Noi poveri ingenui.Cerchiamo con fatica di capire il senso reale degli intonarumori, o delle parole in libertà, o del complementarismo congenito. Ma ci resta solo la fatica e la bellezza del sogno futurista. Un sogno, quindi, quello che cerchiamo di mostrare con i corpi danzanti, le musiche rumorose, le voci visive. Il teatro come aleph personale. Questo tentiamo di mostrare: un sogno personale. Solo questo ci é permesso di rappresentare. Fuori da qualsiasi filologia o didattica. Non ci interessa. Come nei sogni anche nella storia del futurismo esistono dei punti cechi, dei pezzi mancanti, dei sentito dire o visto. Il film "Vita futurista", ad esempio, e' andato perduto…rimane qualche fotogramma, parole… Allora il sogno prende il suo posto, si sovra-espone: diventa visibile il non-visibile. Ovviamente l'esempio si applica a tutta la poetica futurista! Nella nostra camera della memoria cosa ci può apparire autentico e cosa invece inventato? La percezione dei fatti visivi e sonori, dei concetti e delle parti mobili é controllata dal sogno, dall'arbitrio incosciente che crea e/o conferma, copre e/o rivela, distrugge e/o conserva. Noi abbiamo la fatica persa, pertanto non vogliamo diventare dei professori del futurismo Il futurismo non va raccontato, ma vissuto come un'idea come un'ora di sesso sfrenato come una partita con la play station come stare fissi, con lo sguardo perso davanti al passare rapido della metropolitana come darci dentro con l'olfatto per capire da dove arriva questo cattivo odore come sporcarsi le mani come un'attacco di colite improvvisa come un'appuntamento perso come la vita, che cambia come il futurismo che è in me! Schema tecnico per presa visione Lo spettacolo si presenta come una interpretazione fasulla e poco raccomandabile. Fasulla per quelli che conoscono il futurismo. Poco raccomandabile per chi non conosce nulla o quasi del futurismo. Ricominciamo! Lo spettacolo non si presenta: appare. E scompare rapidamente. La presa visione è, appunto, il tentativo di catturare ciò che appare sul palcoscenico. Lo spettatore dovrà possedere il senso futurista, insomma dovrà essere un futurista, per arrivare ad una presa visione minima, appagante, reale. Diversamente non si capirà nulla o quasi. Il suono irromperà in teatro, senza lasciare il tempo di riprendere fiato alle vostre orecchie stanche. Gli occhi dovranno correre per seguire le azioni, gli eventi, le immagini, le coreografie. Tutto questo per dire che siamo di fronte ad uno spettacolo: spet tà co lo genericamente tutto ciò che si offre ai nostri occhi e attrae la nostra attenzione. Offrire spettacolo di se, attirare su di sé l'attenzione altrui, con atteggiamenti poco riservati o bizzarri. Lo spettacolo futurista.